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LE INTERVISTE
MAURIZIO TEODORO
Raccontaci un po’ la tua carriera da pescatore: "Ho cominciato a pescare praticamente quando avevo tre anni e subito i miei genitori mi hanno fatto il tesserino; una passione nata proprio nei primi anni di vita e di cui vado molto fiero! All’età di dodici anni facevo già le gare con i grandi e forse è stato proprio questo a “danneggiare” la mia carriera. Ero molto giovane quando cominciai a vincere i primi trofei importanti tra cui il Provinciale di Milano quando contava davvero; a 25 anni vinsi l’Eccellenza individuale, all’epoca più importante di un Campionato Italiano dato che era ancora tutto unificato.
Il tuo rapporto con la Nazionale: "Sono stato per svariati anni nel giro della Nazionale Italiana partecipando a diversi Club Azzurri e prendendo parte a varie Super Selezioni; ho avuto anche l’onore di disputare un incontro con la Nazionale in un'Italia Francia in quel di Peschiera, dando anche spettacolo in uno dei più bei campi gara d’Italia e arrivando secondo assoluto. Devo dirti che ho un grosso rimpianto ed è quello di aver vissuto queste cose da giovane, perché una volta arrivato a questi livelli ho perso un po’ lo spirito che mi aveva caratterizzato sino a quel momento. Diciamo che sono arrivato e mi sono praticamente subito sentito appagato per aver vissuto troppo presto questa esperienza che mi ha fatto capire che per rimanere a certi livelli non bisognava essere solamente abili e bravi pescatori, ma servivano grossi appoggi e molte forze economiche."
La tua più grossa soddisfazione: "La più grossa soddisfazione in tutti questi anni di agonismo l'ho avuta quando indossavo i colori della Tritium; quell’anno arrivammo terzi nel Campionato Italiano per Società con una squadra su cui nessuno puntava una sola lira (all’epoca non c’era l’euro!!) formata da me, Fulvio Forni, Michele Naro e Fabio Bonatti. Fu una vera e propria dimostrazione di forza: come quattro amici pescatori possono arrivare lontano senza avere le forze economiche e i mezzi della grandi squadre, ma solamente lo spirito di gruppo e la determinazione di arrivare all’obiettivo e far vedere a tutti il proprio valore; avevamo contro tutti! Michele e Fabio erano giovani e alle prime “armi” e in quel campionato dimostrarono il loro grande valore di pescatori tanto che l’anno dopo le grandi squadre riuscirono a dividerci ed ognuno di noi intraprese strade diverse. Nonostante tutto quella stagione rimarrà per sempre nei miei ricordi!"
Ed ora una nuova esperienza e questa volta con i colori della Padovani: "Se penso alla Padovani mi viene in mente la parentesi vissuta alla Tritium; è una sorta di sfida e anche in questo caso l’obiettivo è lo stesso: far dimostrare il nostro valore, quello di un gruppo di amici pescatori che vogliono togliersi delle soddisfazioni, e anche in questa occasione darò il massimo di me stesso per riuscirci! I mezzi ci sono tutti perché all’interno della Società ci sono degli elementi molto validi che ho avuto modo di conoscere in questi anni; sarebbe una gran bella soddisfazione riuscire a far crescere anche questi ragazzi della Padovani proprio come Fabio e Michele, senza però farceli scappare subito!!!!!
Il tuo incarico come Ct degli Under 14: "Bè, penso non ci sia cosa più bella come quella di insegnare e trasmettere la propria passione a dei ragazzini. In loro rivedo me stesso alla prime gare di pesca e devo ringraziare tantissimo la Federazione per l’incarico che mi è stato dato e che non cambierei con nessun altro!!!!" GIAMPIETRO BARBETTA
Raccontaci un po’ la tua carriera da pescatore: "Ho cominciato a pescare sin da quando ero bambino; avevo dieci anni quando andavo nei fiumi vicino casa a passare i pomeriggi! Ho iniziato a fare gare con una Società del mio paese: la Pesca Sportiva Seriate. Nel 1979, ancora giovanissimo, tramite il Campionato Italiano, mi sono guadagnato il diritto di indossare la maglia Azzurra partecipando, come riserva, al Mondiale per Nazioni disputatosi in Spagna. L’anno successivo arrivò così la chiamata di una grande Società, come la Longobardi Milo, dove ho gareggiato per sei anni consecutivi vincendo diverse volte il Trofeo d’Eccellenza e partecipando ai vari Mondiali per Club, ottenendo un brillante successo in quello del Lussemburgo. Trasferitomi per lavoro a Firenze lasciai la Società di Milano per approdare all’Apo Fly di Firenze, dal 1987 al 1990, e con la quale sono riuscito a vincere il Trofeo d’Eccellenza e il Mondiale per Club, dell’anno seguente, disputato a Nottingham, in Inghilterra. La stessa cosa successivamente con la Ravanelli dove ho pescato per un paio d’anni riuscendo a vincere un altro Mondiale per Club, in Portogallo. Il tuo rapporto con la Nazionale: "Direi che il mio rapporto con la maglia Azzurra è stato più che ottimo. Ho partecipato a ben 12 Campionati del Mondo per Nazioni e 8 Campionati del Mondo per Club. Una soddisfazione immensa girare il mondo e vestire i colori della propria Nazione, ancora di più quando si riesce a salire sul gradino più alto del podio. In tutti questi anni sono stato compagno di Nazionale di pescatori del calibro di Trabucco, Milo, Galliani, Gabba, Sorti, Falsini, Ballabeni e Gabbino e il mio rapporto con loro è sempre stato buono. In più nei primi anni in cui ho avuto l’onore di indossare la maglia Azzurra c’era come Commissario Tecnico un certo Chines, una persona a cui è impossibile non volere bene! La tua più grossa soddisfazione: "Ti rispondo subito dicendoti il Mondiale vinto con la maglia della Nazionale in Irlanda. Erano tanti anni che ci si piazzava ma non si riusciva a salire sul gradino più alto del podio. Immaginare, all’inizio della mia carriera, di arrivare ad un risultato simile era impensabile ed invece ho avuto la fortuna e la bravura di riuscirci. Una soddisfazione enorme che rimarrà per sempre dentro di me!" Ed ora una nuova esperienza e questa volta con i colori della Padovani: "Si, ora la Pescatori Padovani dove ritrovo un grande amico e un grande pescatore come il “Teo”. Arrivo in questa nuova Società con l’obiettivo di fare bene e la voglia di pescare assieme ad un gruppo di ragazzi molto validi come quelli che ci sono alla Padovani; un bel vivaio su cui lavorare e costruire un roseo futuro … questo è l’obiettivo principale oltre a quello di fare un buon campionato d’Eccellenza!" Il tuo incarico come Ct delle donne: "Oramai sono tre anni che seguo, come Commissario Tecnico, le pescatrici donne e devo dire che l’incarico datomi dalla Federazione mi piace proprio. Si è creato un bel rapporto con l’ambiente e siamo riusciti a toglierci della buone soddisfazioni. Dispiace molto per il Mondiale dello scorso anno (2009) che si è disputato in Italia, nella Fiuma, e dove i nostri obiettivi erano ben altri rispetto al risultato ottenuto; ci sono stati dei momenti difficili nei mesi dopo la competizione, ma ora è tutto risolto e siamo pronti per cominciare una nuova stagione e prenderci una bella rivincita!!! " MATTEO ZANON “Ciao Matteo, intanto ben arrivato alla Pescatori Padovani. Raccontaci un po’ come è nata la tua passione per la pesca?” “Ciao Alberto, ti ringrazio per il benvenuto; la passione per la pesca ha iniziato a farsi sentire si da quando ero piccolo piccolo. Avevo un canaletto vicino casa e ogni volta che ci passavo accanto mi chiedevo come sarebbe stato provare a pescare! Così mio papà, già esperto di pesca, decise di accontentarmi e mi fece provare; da lì capii che mi piaceva veramente pescare. Con il passare del tempo ho preso un po’ la mano ed infine ho cominciato a fare le prime gare con i pulcini ed ora eccomi qui, alla Pescatori Padovani” “Cosa ti ha portato a venire alla Padovani?” “In questi anni, facendo le gare del provinciale giovanile, ho conosciuto Paolo e i ragazzi della Società. Qui sono davvero tanti i ragazzi giovani a cui piace pescare e sono stati proprio loro ad invitarmi a venire qui alla Padovani” “Da ragazzino io avevo un mio grande idolo nel mondo della pesca, Roberto Trabucco; immagino che pure tu ne abbia uno … cosa ammiri di lui?” “Diciamo che nella pesca ci sono molti personaggi davvero bravi, ma in particolare io ammiro Gigi Sorti che negli ultimi anni sta dimostrando una continuità impressionante e una grande passione per la pesca. Mi piacerebbe davvero un giorno poterci pescare assieme, magari per imparare un po’ dei suoi trucchi del mestiere” “Per concludere questa chiacchierata di chiedo, il tuo campo di gara e il tuo tipo di pesca preferito!?“ “Di sicuro la pesca che più mi piace fare è quella alla breme; è la mia preferita perché si pesca con fili fini, elastici morbidi e la fidatissima roubasienne. Per quanto riguarda il campo di gara mi piace moltissimo pescare sia nell’Idrovia che nel Cavo Lama, anche se il secondo è nettamente più distante”
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